ChatGPT compie tre anni: come l’AI generativa ha cambiato tutto (e cosa ci aspetta adesso)

ChatGPT compie tre anni: come l’AI generativa ha cambiato tutto (e cosa ci aspetta adesso)


Non è esagerato dire che, da quel momento, il mondo è cambiato: l’economia globale è stata travolta dalla corsa all’oro dell’intelligenza artificiale (con annessi timori di una colossale bolla speculativa), le superpotenze globali sono entrate in una nuova e ancora più acuta fase della competizione per diventare leader del settoreNvidia (che produce i processori indispensabili per addestrare e utilizzare i modelli linguistici) è diventata l’azienda di maggior valore al mondo e la società ha nuovamente iniziato a interrogarsi sui rischi legati allo sviluppo dell’AI e alla (remota) possibilità che questa evolva in una pericolosa superintelligenza artificiale.

L’impatto di ChatGPT

Ancora più profondo è stato l’impatto di ChatGPT su tutti noi. Se già negli anni precedenti avevamo iniziato a conoscere i vari sistemi di intelligenza artificiale predittiva (impiegati in campo medico, finanziario, militare o anche solo per prevedere cosa mostrarci su Instagram o farci ascoltare su Spotify), con l’avvento di ChatGPT e dell’intelligenza artificiale generativa abbiamo iniziato a utilizzare in prima persona i sistemi di AI, conversando direttamente con una macchina in grado di risponderci in maniera verosimile e spesso sorprendente. E capace di fare in pochi istanti cose che pensavamo una macchina non sarebbe mai riuscita a fare: riassumere lunghi documenti, redigere email professionali, risolvere problemi matematiciscrivere elaborati scolastici, comporre sonetticanzoni, paper scientifici e tutto ciò che possiamo immaginare.

Dopo aver colto di sorpresa il mondo intero, ChatGPT è diventata la piattaforma dalla crescita più rapida della storia: nel giro di soli cinque giorni ha raggiunto 5 milioni di utenti, che diventano 100 milioni in pochi mesi e che oggi hanno superato la cifra di 800 milioni di utenti attivi ogni settimana.

In Europa e negli Stati Uniti, si stima che circa un terzo della popolazione utilizzi il modello linguistico di grandi dimensioni di OpenAI, percentuale che sale fino al 60% tra gli under 30. Ma tra i mercati principali troviamo anche India, Brasile, Indonesia, Filippine e tutte le più popolose nazioni del mondo (esclusa la Cina, dove ChatGPT è bloccato, ma che può contare sui modelli autoctoni come DeepSeek).

Nel frattempo, Microsoft è diventata il principale partner di OpenAIfinanziandola con 13 miliardi di dollari. Ma tenere il conto degli investimenti in OpenAI è difficile: i più importanti finanziatori del mondo – da Softbank ad Andreessen-Horowitz, da Sequoia Capital al Founders Fund di Peter Thiel – si sono subito messi in coda per investire in OpenAI, che oggi ha raccolto complessivamente oltre 66 miliardi di dollari per un valore stimato in circa 500 miliardi di dollari.



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