Ora l’India è la quarta economia al mondo, ma fa più effetto sapere che ha superato il Giappone

Ora l’India è la quarta economia al mondo, ma fa più effetto sapere che ha superato il Giappone


Un trionfo annunciato, un segnale di ambizione e di orgoglio nazionale che apre l’anno con una nota di ottimismo. Il “2025 è stato un anno decisivo per la crescita dell’India”recita il comunicato con cui il governo indiano ha tracciato il consuntivo dell’anno che si è appena concluso. Stando ai dati preliminari, il prodotto interno lordo (pil) indiano ha raggiunto i 4.180 miliardi di dollari, superando addirittura quello del Giappone.

Il sorpasso sembra dunque compiuto: l’Indiagià paese più popoloso al mondo, si afferma come quarta potenza economica globale. E non sembra volersi fermare. Va infatti tenuto presente che il sorpasso indiano, in termini di pil nominale, non può prescindere dalla sua enorme dimensione demografica. E poi è bene ricordare che la conferma definitiva arriverà solo con i dati ufficiali del Fondo monetario internazionaleattesi nella prima metà del 2026.

Il futuro dell’economia indiana

I dati sull’economia indiana

Secondo la review governativa, se le tendenze attuali si confermeranno, l’India potrebbe persino superare l’economia della Germania entro i prossimi tre anni, diventando così la terza economia mondiale dopo solamente a Stati Uniti e Cina, per ora irraggiungibili. Le proiezioni indicano infatti che il pil potrebbe raggiungere i 7.300 miliardi di dollari entro il 2030. Per quanto riguarda l’anno finanziario indiano (che va dal 1 aprile al 31 marzo dell’anno successivo), il pil reale è cresciuto dell’8,2% nel secondo trimestre del 2024-25, rispetto al 7,8% del trimestre precedente. Un altro motivo di orgoglio per Nuova Delhi è la performance delle esportazioni: nonostante i dazi punitivi imposti dagli Stati Uniti, l’export di merci è aumentatopassando da oltre 36,4 miliardi di dollari di gennaio a 38,1 miliardi di novembre, grazie alla crescita dei prodotti ingegneristici, elettronici, farmaceutici e petroliferi.

La cautela, però, non deve mancare. Il pil pro capite indiano, stando alle stime della Banca Mondiale, si è assestato sui 2.694 dollari nel 2024, contro i 32.487 del Giappone e i 56.103 della Germania. Una differenza ancora enorme. La moneta indiana (rupia) ha toccato a inizio dicembre un minimo storico contro il dollaro, perdendo circa il 5% nel corso dell’anno. Inoltre, sempre un mese fa, l’India ha ricevuto per il secondo anno consecutivo la valutazione Grado C in riferimento alla qualità dei dati di contabilità nazionale e finanza pubblica da parte del Fondo monetario internazionale, a indicare “alcune carenze che limitano in parte la sorveglianza”. Il ministero delle Finanze ha spiegato che il punteggio riflette metodologie di raccolta dati ancora datate e l’uso del 2011-12 come annualità base per il calcolo del pil reale. Il governo ha annunciato che il nuovo anno base sarà il 2022-23 a partire dal 27 febbraio prossimo.

Giovani e urbanizzazione tengono alta l’ambizione

L’ambizione, comunque, non manca: una popolazione giovane e una crescente urbanizzazione spingono i motori dell’economia. Il governo punta a raggiungere lo status di reddito medio-alto entro il 2047, anno del centenario dell’indipendenza. La crescita economica, sottolinea il report del governo indiano, è stata principalmente guidata dalla domanda interna, con un forte impulso dei consumi privati – un segnale del fatto che gli effetti dei recenti tagli del governo all’imposta su beni e servizi (Gst) si stanno riflettendo sull’economia reale. Il sorpasso indiano si percepisce anche nella vita quotidiana: mentre l’Occidente è immerso nelle festività di fine anno, in India i pacchetti sono stati scambiati già lo scorso ottobre, durante il Diwalicon vendite record di prodotti di fascia alta, dagli orologi di lusso agli smartphone di qualità, a testimonianza della crescente aspirazione della classe media indiana (di cui tanto si parla, ma i cui contorni restano ancora molto sfumati), in una delle società più diseguali del pianeta.

Il peso dell’industria tecnologica

Infine, secondo gli esperti a sostenere il balzo dell’India nella classifica delle economie mondiali è anche dovuto al peso crescente dell’industria tecnologica. Secondo un report recente di Bessemer Venture Partners, il settore IT indiano dovrebbe superare i 400 miliardi di dollari entro il 2030dando un contributo sempre più importante al prodotto interno lordo nei prossimi anni. Certo, gli ultimi trimestri non sono stati favorevoli per i principali colossi dell’IT prodotto in India. L’industria informatica del paese, che vale 280 miliardi di dollari, entra nel 2026 in precario equilibrio tra le restrizioni trumpiane sui visti H-1B americani (richiesti per il 70% da indiani) e l’incertezza del commercio globale. Vento a favoreinvece, per l’intelligenza artificiale e la rapida espansione dei Global capability centres (Gcc), di cui l’India ha consolidato il proprio status di hub privilegiato per banche globali, compagnie assicurative, giganti tecnologici e multinazionali. Il segmento è destinato a raggiungere 105 miliardi di dollari entro il 2030, coinvolgendo 2,8 milioni di posti di lavoro distribuiti in 2.400 centri.

Se innovazione e tech potranno diventare motori strutturali dell’ascesa economica indiana, del resto, lo si vedrà presto.



Source link

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back To Top