Altro che Spid, il vero nodo è la Cie che diventa obbligatoria ma molti comuni sono ancora impreparati

Altro che Spid, il vero nodo è la Cie che diventa obbligatoria ma molti comuni sono ancora impreparati


Va meglio a Milano dove comunque non sono da escludere le criticità. Il 19 dicembre il Comune ha reso noto che sono circa 90mila le carte d’identità in formato cartaceo che perderanno validità a partire dal 3 agosto. Anche la giunta meneghina ha deciso di avviare un piano straordinario con task force dedicata ed è previsto il contatto diretto delle persone interessate per informarle della necessità di sostituire la carta e indicare la data in cui presentarsi presso il municipio di riferimento.

Napoli e Palermo le altre due aree metropolitane a forte rischio stando alla situazione attuale e dunque ai ritardi nell’emanazione delle carte.

Per gli over 70, l’ipotesi di Cie “illimitata”

Le difficoltà rischiano però di coinvolgere anche i Comuni più “virtuosi” tenendo conto che mancano appena 7 mesi alla scadenza. Stando ai dati del ministero dell’Interno sono 57,5 milioni le Cie (dato al 6 gennaio 2026) rilasciate ma bisogna fare la tara calcolando quelle già scadute o non più valide a causa di furti e smarrimenti: il calcolo esatto è stato fatto dal Politecnico di Milano secondo cui al 1 ottobre 2025 risultavano 48,4 milioni di Cie valide.

A dicembre il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo ha annunciato un progetto – portato avanti insieme con l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, il Ministero dell’Interno e quello per gli Affari Europei – per esentare gli over 70 dal rinnovo della Cie. “La misura (per ora solo una proposta, ndr) consentirà a questa platea, oggi circa 10 milioni di persone, di ottenere una Cie con durata sostanzialmente illimitata, nel pieno rispetto dei livelli di sicurezza richiesti dagli standard europei. L’obiettivo è evitare ai cittadini più anziani, spesso con difficoltà legate all’età, di doversi recare nuovamente allo sportello per il rinnovo del documento e di dover affrontare tutte le fasi preliminari oggi necessarie, come la prenotazione online o l’utilizzo dello Spid”.

L’effetto boomerang dello Spid a pagamento

A proposito di Spid dallo scoccare del nuovo anno sono scattate le nuove policy da parte di Poste: il servizio diventa a pagamento (6 euro l’anno) a partire dalla seconda annualità quindi per ora resta gratuito fino a fine 2026. La società puntualizza che se ci si dimentica di rinnovare la funzionalità, l’identità digitale PosteId rimarrà attiva per 24 mesi dall’ultimo accesso ma non si potrà accedere ai servizi, poiché la funzionalità di accesso risulterà temporaneamente sospesa e dunque bisognerà provvedere al pagamento per riattivarla. E non è solo Poste a prevedere il pagamento di un canone dal secondo anno: fra i provider accreditati dall’Agenzia l’Italia digitale (Agid, con i quali lo scorso ottobre sono state rinnovate le convenzioni) che non hanno più l’opzione free illimitata ci sono anche Aruba e Infocert, due dei servizi più utilizzati dai cittadini (in Italia sono 41 milioni le identità Spid). Più in generale oramai il servizio gratuito è da considerarsi in via di estinzione.



Source link

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back To Top