The Night Manager 2 subisce gli effetti del tempo, non solo il genere della spy story è cambiato ma anche il mondo

The Night Manager 2 subisce gli effetti del tempo, non solo il genere della spy story è cambiato ma anche il mondo


Addio alle care e vecchie spy story. La seconda stagione di Il direttore notturno si basa su materiale originale – ideato da David Farr – piuttosto che trasporre nuovamente una delle opere di John Le Carré (il grande autore, vate del genere, è dipartito nel 2020) e arriva l’11 gennaio su Primo Videoa dieci anni di distanza della prima stagione. Il motivo lo spiega il suo protagonista (e produttore esecutivo, assieme ai creatori Farr e Stephen Garrett e all’attore Hugh Laurie), Tom Hiddleston: “In un decennio, dal punto di vista geopolitico, il mondo è radicalmente cambiato, e si è fatto molto più duro, buio e complicato”. Come il suo personaggio, la spia dell’Mi6 Jonathan Pine che, nonostante abbia affrontato (e sconfitto) Roper, lo spregevole trafficante d’armi del primo capitolo interpretato da un agghiacciante Ugo Laurienon ha mai superato il trauma di quell’esperienza. “Pine è un agente operativo dei servizi segreti britannici che ha attraversato la complessità, la frammentazione e l’incertezza degli ultimi dieci anni proprio come noi nella realtà. Anche se è dotato di straordinario coraggio e lucidità morale, un decennio è un lungo periodo di tempo anche per lui e ne è uscito molto diverso” ha osservato il suo interprete.

Nella seconda stagione, l’agente – he ora si fa chiamare Alex Goodwin – è disilluso, ferito, cauto. Lavora ancora per l’Mi6 ma si tiene lontano dalle luci della ribalta, dalle attività sul campo da super spia bondiana. Tuttavia, è ancora un “direttore notturno”: dirige i Night Owl, un’unità di sorveglianza notturna composta da spie anomale e un po’ reiette, una dinamica che ricorda molto Cavalli lenti. La sua monotona esistenza da impiegato/analista è destinata a interrompersi quando una telecamera di sorveglianza immortala una vecchia, nefasta conoscenza legata a Roper, e gli eventi che seguono tale rivelazione costringono Pine a tornare in azione. Jonathan abbandona il suo ruolo alla Jackson Lamb per quelli di spia sul campo: lontano dai protagonisti delle spy story kitsch e superomiste alla Fleming, non è Lamb, non è Bourne ma nemmeno Harry Palmerè un modello originale di spia più attuale, realisticoche si allinea sia a un presente reale più ambiguo, fosco e opaco sia al nuovo modo, messo a punto da Cavalli lentidi trattare il genere spionistico in modo più disilluso, cinica e sarcastico.



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